Una gamba per Fiorella

Qualche settimana fa, per caso incontrai una giovane donna in carrozzina: gamba amputata sopra il ginocchio. Gliela amputarono due anni fa, e la protesi che la ASL le passò risultò inadatta alla sua minuta persona. Per rispetto alla persona evito i dettagli, ma è bene che si sappia che una protesi non è come una scarpa, deve essere ben calibrata per/sul fisico della persona che la utilizzerà.
Io non potevo stare lì ferma, bloccare il mio cervello e non cercare una soluzione per Fiorella. Diamine serviva solo una protesi non lo space shuttle!
Me lo impone la deontologia professionale, l’etica e la correttezza di verificare la storia e capire se un progetto di raccolta fondi, sarebbe sostenuto dalla crowd. Fatte  le debite verifiche per comprendere meglio questa storia, pronta a sostenerla in  una raccolta fondi per l’acquisto di una protesi specifica, mi sono mossa per capire meglio questa disabilità.
Ma dove fanno le protesi, quanto costano?
Certo il fenomeno Giusy Versace ha fatto intravedere uno squarcio di  mondo, ma poi? Il quotidiano?
Ho chiamato Toi, amica di lunga data, bio ingegnere che da 30 anni studia e realizza protesi, “cosa faccio?” le dissi. La risposta fu che il miglior centro è il  Centro Inail di Budrio (Bo) https://www.inail.it/cs/internet/attivita/prestazioni/centro-protesi-vigorso-di-budrio.html “Iniziate da lì”, disse.
Ho girato il contatto a Fiorella, perché  ci sono passi che debbono essere fatti dagli ammalati o dalle famiglie:M E R A V I G L I O S O! Fiorella, la giovane, avrà una nuova protesi!
Oggi mentre scrivo queste righe, incontrerà la fisiatra per avviare il percorso che la porterà ad avere prima un prototipo e poi la sua gamba artificiale.
Ma perché scrivere questa storia?
Perché credo che occorra anche raccontare storie belle, dove il senso civico e solidarietà si possano identificare e comprendere.
Aspetto solo il momento di poterla incontrare; sarà emozionante poterla vedere camminare ed abbracciarla, sino ad oggi mi ha solo sfidato ad una gara in carrozzina.
Con poco si può fare molto, purché si prendano a cuore le persone, purché il cuore sia aperto all’incontro e ci sia quella voglia di mettersi in gioco.
Questo è senso civico. Il senso civico ci rende migliori, e ci insegna. E se su quella carrozzina ci foste voi?
Confesso che son molto arrabbiata con tutti coloro che in questi due anni, non hanno trovato una soluzione/alternativa a Fiorella, ma sono stati regolarmente pagati dai cittadini perché l’assistessero al meglio. Dovrei correggere la frase in “voluto” trovare, già la soluzione era sotto il naso degli addetti ai lavori: il centro INAIL!
Ecco, senza fare politica ma appellandomi al buon senso dico: mettiamoci in gioco veramente, guardiamo all’altro e vedremo cambiare in meglio la nostra società.

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