Notre Dome di Paris e il crowdfunding

Arriva dalla Francia, la notizia che una delle più belle e famose cattedrali gotiche, Notre Dome de Paris, si affida al crowdfunding per raccogliere la maggior parte dei fondi necessari al suo restauro: 100 milioni di Euro.
Già in passato i francesi hanno dimostrato di essere capaci a coinvolgere cittadini e turisti in progetti di crowdfunding a favore dell’arte, con la campagna Tous mécènes del  Louvre, per l’acquisto di un’opera rinascimentale di Cranach (Le tre grazie) raccogliendo un milione di euro: riusciranno a salvare anche Notre Dome?
La raccolta è stata lanciata nei giorni scorsi dall’Arcivescovo André Vingt-Trois, che si propone di raccogliere due terzi della somma necessaria per il restauro della cattedrale, che, dopo oltre 850 anni richiede una manutenzione straordinaria.
I bellissimi Gargoyle e le statue cadono a pezzi, invadendo il cimitero retrostante.
E’ questa l’ulteriore dimostrazione di quanto il crowdfunding abbia anche declinazioni sociali, come nell’arte.
Noi, in People4funds ne siamo convinti da tempo, per questo ci siamo impegnati nello studio ed ideazione di un percorso formativo completo del primo Master italiano in civic crowdfunding, che consente non solo di creare campagne di successo, ma di inserire questo strumento finanziario eccezionale a pieno titolo negli strumenti a disposizione di privati, aziende e amministrazione pubblica.
In Italia ancora si deve creare la cultura del civic crowdfunding, ma occorre anche chiarire gli strumenti e i contorni per evitare che mistificatori vendano competenze che non hanno.
Creare una campagna vincente non è impossibile, ma occorrono competenze multidisciplinari che vanno dalla preparazione giuridica, alle tecnologie, alla comunicazione ed anche alla sicurezza informatica. http://www.people4funds.com/news-parte-il-primo-master-in-civic-crowdfunding/ 
L’Italia potrebbe ricevere sicuramente molte donazioni dai turisti che amano il nostro patrimonio artistico, ma deve fare ancora un salto culturale e di qualità.
Se i francesi tutelano il loro patrimonio artistico, perché noi no? Eppure la sfida non è impossibile.
Se sei interessato al patrimonio artistico italiano e credi che si possa sostenerlo con il crowdfunding, si può seguire la campagna tutta italiana “4everitaly” www.4everitaly.it che in questo momento si propone di sostenere due siti archeologici unici: la millenaria città estrusca di Kainua – Marzabotto e il recupero di un carico sacrale greco (V secolo) nelle acque di Gela; talmente unico e prezioso da aver restituito dal fondo marino ben 89 lingotti di oricalco una rara lega di cui ci sono pochissimi rinvenimenti.
I lingotti di oricalco di Gela hanno bisogno di molto meno di Notre Dome, circa 200 mila euro.
Ci lasceremo bagnare il naso anche in questo dai francesi?
Possibile che del nostro patrimonio artistico non importi agli italiani?Federica Fornelli

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