Ma il crowdfunding ha bisogno di Facebook?

In questi giorni Facebook distribuisce una comunicazione circa la possibilità per le associazioni di fare raccolta fondi attraverso la sua piattaforma.
Si potrebbe dire nulla di male, ma vorrei riflettere su alcuni punti importanti.
Sicuramente questo è un forte segnale che il crowdfunding (di fatto offre una piattaforma di crowdfunding) è un mercato in forte crescita e di un potenziale civico altissimo.
Veramente potremmo rimettere a posto il mondo grazie a questo strumento, ma ….
Si ci sono dei “ma” ; innanzitutto il costo dell’iniziativa di Facebook (5% del raccolto).
E’ la percentuale in genere applicata dalle piattaforme, che tutt’al più vendono un servizio accessorio di consulenza (comunicazione). Direi che Facebook potrebbe anche rinunciare ad un compenso così alto, a meno che non intenda fare fuori le piattaforme pià piccole, non certo del calibro di Kickstarter.
Poi ci sono le spese bancarie, dove l’inflessibile Paypal fa da padrone e non abbassa mai, nemmeno a fronte di grandi volumi.
Alcuni istituti bancari in Italia, a fronte di un donatore cliente della loro banca e di accordi specifici, applicano il “bonifico solidale”, cioè non vengono addebitate le spese di operazioni. Un piccolo gesto concreto, 1 euro (in genere) in più che si può donare.
Ora una domanda: ma un social network discusso come Facebook, contestato anche per i profili fake è etico?
Il crowdfunding è etico, ed è proprio l’etica che la crowd riconosce ai progetti.
A me pare che questa disponibilità di FB sia un brutto segnale, un chiaro intento di trasformare in profit il no- profit e tutto ciò non solo mi preoccupa, ma mi mette tristezza, perché quando arrivano i colossi affamati di denari, di solito le cose dopo un po’ crollano e di distruggono.
La bellezza e la forza della crowd sono la sua autonomia decisionale, il suo creare ed organizzare attorno ad un’idea, una necessità una catena umana di solidarietà.
A me non pare che ci sia molto di umano nella proposta di Facebook, ma solo una divisone commerciale che deve fare profit, perché se Mark Zuckerberg volesse sul serio fare il filantropo, non chiederebbe nessuna percentuale.
Personalmente continuo a credere nelle persone, nella forza della crowd che è il futuro.
© RIPRODUZIONE VIETATA

Questo sito utilizza cookies di terze parti legati alla presenza di social plugin e di altri elementi utili alla navigazione. Cliccando su “Chiudi e accetta”o proseguendo la navigazione acconsenti all’uso dei coookies. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi e accetta