L’antica profezia degli Indiani Cree: oggi, è attualità

di Fabrizio Golonia – Medico Chirurgo   Specialista in medicina interna ed endocrinologia sperimentale

” Quando avrete inquinato l’ultimo fiume , catturato l’ultimo pesce , tagliato l’ultimo albero , capirete solo allora , che non potrete mangiare il vostro denaro “

L’ambiente si modifica: le attività antropiche sono in costante espansione dalla comparsa delle prime società umane sulla terra. Da sempre l’uomo ha tentato di piegare la natura alle sue necessità. La parola “tentativo” implica, nel caso specifico la volontarietà dell’atto.
È una conseguenza di atto volontario volere costruire città sempre più ampie, deviare i corsi d’acqua, sfruttare le ricchezze minerali del sottosuolo, rendere irrespirabile l’aria.
Le civiltà primigenie erano tuttavia legate ai ritmi dell’ambiente, alla necessità di proteggersi da ogni possibile minaccia esterna e nondimeno a quella di disporre di buone quantità di riserve di cibo.
Il raggiungimento di una fase di sazietà sia alimentare che di sicurezza ha dato l’illusione di potersi scostare dai vincoli posti dal pianeta.La società, quando soddisfatta nei suoi bisogni primari, si è posta nuovi bisogni.
Questi i nostri bisogni, o meglio quanto crediamo esserlo hanno comportato la concentrazione nell’ambiente di agenti ambientali chimici, fisici e biologici in concentrazioni superiori a quelle fino ad oggi note.
Le cosiddette aree industrializzate del pianeta (e il nostro Paese ne fa ampiamente parte) ne immettono un grande quantitativo nell’ambiente, contaminandolo.E’ questo il progresso industriale?
Una stima teorica calcola un contatto quotidiano con almeno 500 sostanze chimiche o fisiche per ogni essere umano.
L’esasperata tendenza alla protezione dalle malattie
ha generato l’attitudine all’abuso di farmaci antibiotici (fa un po’ spavento che a questa categoria di pur validissimi composti abbia nel suo nome una radice che letteralmente vorrebbe dire ” sostanza che si oppone al modo in cui siamo vivi”!) inducendo la selezione di ceppi batterici aggressivi e resistenti ad ogni tentativo di contenimento.

Un carico mai prima di oggi verificatosi di metalli, muffe, radiazioni ionizzanti, emanazioni elettromagnetiche intacca aria, acqua, suolo e cibo.
Anche se ancora in maniera disuniforme le autorità sanitarie di buona parte delle nazioni attuali, da un decennio a questa parte hanno iniziato ad interessarsi delle tematiche ambientali quantunque non ci sia ancora chiarezza e consapevolezza (e aggiungerei volontà ) nel determinare il corretto contenimento delle attività umane a più elevata potenzialità inquinante.
La condotta inveterata di coloro che amministrano la società, tuttavia resta ancora bloccata nelle maglie dell’immobilismo (fenomeno estremamente rilevante in Italia ), al grido di ” ci penserà chi verrà dopo … “
Oltre ad una gravosa dose di irresponsabilità nei confronti delle future generazioni, il materiale di cui son fatte tali maglie e’ costituito da una grossa componente di disinformazione .
Sono patrimonio della conoscenza della comunità’ scientifica internazionale i dati di diffusione di patologie decisamente severe
come: sindrome da sensibilità chimica multipla (MCS), fibromialgia (FM), sindrome da stanchezza cronica, morbo di Parkinson, malattia di Alzheimer correlabili con la presenza di alterazioni ambientali da inquinamento.
Anche la pratica clinica di qualsiasi medico non può che rilevare un rilevante incremento sia di fenomeni allergici, intolleranze o patologie da alterazione del sistema immunitario, derivanti da carichi tossici ambientali indoor/outdoor, forse preludio di patologie degenerative ingravescenti.
E’ quindi un nuovo approccio che preveda indagini strumentali e di laboratorio codificate è che permettano di dare identità all’eziologia e quindi di elaborare terapie che tengano conto dei fattori ambientali.
In Europa, la Europaem (Accademia Europea di medicina ambientale ) ed in Italia la ASSIMAS ( Associazione Italiana Medicina Ambiente Salute) realizzano e promuovono programmi di formazione , educativi e di tipo informativo.
Sono presenti, inoltre sul territorio nazionale le prime associazioni di pazienti.
L’obiettivo sarà quello di non abbandonare all’inerzia decisionale della politica di maniera ne’ i ricercatori ne’ i pazienti.
Come ?
La politica di maniera ha tempi biblici per muovere una decisione.
I tempi biblici vanno immaginati quando si prevedono le ricadute benefiche della ricerca clinica di base ovvero la scoperta di oggi sarà a beneficio delle generazioni future .
Dove?
Quando si fa ricerca bisogna immaginare un luogo ove far convergere le risorse raccolte (centro di studio e ricerca nazionale o intereuropeo).
Occorre prenderne coscienza e iniziare a promuovere progetti per la creazione di centri di competenza e ricerca per curare e salvare la popolazione di oggi e sicuramente quella di domani.E’ impossibile pensare di demandare al futuro di un momento imprecisato, la ricerca delle cure per patologie così importanti e devastanti.Occorre dare voci a questi ammalati e contemporaneamente dare voce alla consapevolezza che questo mondo così “evoluto” ed industriale non solo sta distruggendo le risorse biologiche, ma sta iniziando a distruggere la razza umana.

Io, tu, noi, la crowd siamo la forza di questo cambiamento, siamo i finanziatori con pochi euro ciascuno di una medicina più umana ed evoluta, che tenga conto degli errori commessi dall’economia e dalla politica.

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