Il restauro si fa con il cemento armato?

Di Federica Fornelli

Questa mattina un articolo di Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera, ha colpito non solo la parte di me che ama l’arte e la storia, ma anche la mia anima di cittadina.
Leggendo l’articolo http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_agosto_17/basi-colonne-cemento-fori-se-restauro-diventa-falso-6c195068-445a-11e5-9a44-839af1b02c5d.shtml non si può non capire che gli italiani, ogni giorno, vengono sempre di più privati del diritto di godere del patrimonio artistico previsto all’articolo 9 della Costituzione Italiana.
Art. 9 La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.”
Ma come si può pensare che tutelare il patrimonio artistico significhi rifare in cemento armato, meravigliose costruzioni, statue, templi che sono lì da millenni?

Come si può pensare che il restauro sia l’asportazione e il rifacimento in cemento armato, allora non servono i restauratori ma solo i cementificatori! Mi rifiuto di pensarlo!
E certo, tanto l’Italia è tutta cementificata con abusi, dalle oasi naturali, alle area geologiche a rischio, a …. Siamo la patria del cemento, invece che dell’arte!
La tristezza fa da contrapposto all’indignazione: ha ragione il professor Montanari http://www.people4funds.com/le-pietre-e-il-popolo/ , sostenendo che ci stanno sottraendo il passato e il futuro.
Si dice sempre che il nostro paese potrebbe vivere d’arte, mi viene da dire che vive di “cemento armato di arte!”
Ma vivere di arte se ne potrebbe se solo ci riprendessimo il diritto di vivere l’arte, di gestirla, di curarcene, tutti insieme, italiani e non.
Il civic crowdfunding consente
proprio questo, gestire l’arte con le sue necessità primarie e non, rispettandola nelle modalità di manutenzione, restauro e gestione (magari non dandola a società straniere che ne fanno location per eventi), creando posti di lavoro specializzati, godendone e il tutto donando 2 o 5 euro.
Per favore, guardate ai vostri luoghi, agli affreschi, alle rovine che avete intorno e immaginatele restaurate; parlatene, segnalatecele, insieme possiamo ridare loro vita e dignità, insieme possiamo creare posti di lavoro, possiamo dare all’Italia la forza che le viene dalla storia e l’orgoglio di andare nel futuro (non armato).

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