I caschi blue culturali servono anche all’Italia

di Federica Fornelli

Ancora un’assurdità:” il Ministro Franceschini pronto all’invio di caschi blue culturali in Siria”, riprendo una notizia apparsa sul Corriere della Sera[1] e mi viene una grande voglia di urlare ancora.
Sì, ISIS sta distruggendo l’arte e peggio ancora trae vantaggio dal commercio di alcuni reperti, ma dell’arte italiana che ne è?
Perché Franceschini non si preoccupa veramente di salvare la nostra arte? Perché il Parlamento non legifera e punisce realmente i vandali, gli abusivi dell’arte, perché non esiste un piano per la tutela e il recupero dell’arte italiana, così come sono esistiti i piani industriali?
Siamo il paese con la più alta densità di siti UNESCO, abbiamo un patrimonio artistico unico, abbiamo siti etruschi, fenici, romani, neolitici, sul nostro territorio c’è tutta la storia del mondo e come trattiamo l’arte?
Questo assurdo modello culturale che la sinistra spinge, tratta l’arte come una “slide”, una cosa da buttare lì, una icona carina per la più bieca e squallida presentazione del nostro paese!
Ma l’arte non è questo!
Il patrimonio artistico italiano non è solo un reperto storico di inestimabile valore, è parte integrante dell’identità culturale di un paese, dell’Italia!
Perché i “caschi culturali blu” non sono in giro per le nostre città
per evitare gli atti vandalici sui nostri monumenti? Perché non preserviamo il nostro patrimonio?
Facile creare frasi ad effetto, ci vuole poco a mettere in fila tante parole e tirare fuori un pseudo slogan, ma l’attenzione nel creare un messaggio coerente con i fatti e la storia di un paese, non sono cosa per tutti.
Facile guardare oltre la siepe per curare l’erba altrui, mentre i nostri siti archeologici sono abbandonati al degrado ed all’incuria, destinati a diventare l’ennesimo campo rifiuti o peggio ancora ad “accogliere” individui che sono ben oltre i margini della legalità.
Sì io amo l’arte, amo il mio paese, credo nella Costituzione e voglio che l’articolo 9 venga rispettato, quindi “Franceschini dammi i caschi blue qui!”
Quando ero ragazzina e il militare era obbligatorio, c’erano le ronde per i militari (non si sa perché a proferire la parola “ronda” in Italia, si fa sempre peccato) eppure io non ricordo il degrado dei monumenti, la sporcizia, come mai?
Ricordo come i miei genitori ci portassero sugli scavi e nei musei, orgogliosi di mostrarci il nostro paese, spiegandoci e guai a me se per caso mi cadeva la carta o sputavo la cicca! Oggi negli scavi trovi di tutto.
Si cancella una civiltà cancellando l’arte, non curandosene, non si usa solo il tritolo.
Sono una donna conscia dei miei diritti e dei miei doveri e non ci sto a perdere la mia identità storico-culturale, non ci sto nel sentirmi presa in giro ad effetto da frasi come quella di Franceschini, non ci sto a vedere che il piano di degrado (espressione forse bizzarra, ma quanto mai realistica) per il nostro paese, continua.
Mi pare che più che esserci un piano per il decoro e la tutela dell’Italia, ci sia solo un piano di abbruttimento che passa per la mancanza di sicurezza, per l’illegalità allargata ad ogni tipo di reato, per la tolleranza estrema ma non rispetta e tollera gli italiani.
I caschi blue culturali servono qui e servono più cittadini consci del degrado che avanza e della distruzione dell’arte, serve più coraggio di amare il nostro paese e non sto parlando di bombe, ma del coraggio di strappare le erbacce e raccogliere le cartacce, perché tutto questo è decoro. Tutto in Italia è arte: non dobbiamo scordarcelo mai!

 

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[1] http://www.corriere.it/esteri/16_marzo_27/siria-palmira-dario-franceschini-italia-pronta-invio-caschi-blu-culturali-542a552c-f43d-11e5-b407-9f5ad35fe288.shtml

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