Anche tu hai bisogno dell’arte

Come dice Aldo Cazzullo, “L’Italia è un paese depresso”, sì, ci siamo tristemente abituati a vedere che le cose non funzionano e a pensare che lo Stato o gli altri devono fare le “cose”.

di Federica Fornelli
Amministratore Unico e Fondatrice di People4funds S.r.l.s

Se ci si riflette, ognuno di noi è parte degli “altri”, quindi ognuno di noi deve e può fare qualcosa, perché lo Stato siamo noi: l’Italia siamo noi.
Provando a cambiare il punto di osservazione emerge che dietro ad un restauro, non c’è solo il lavoro di un restauratore, ma quello di tante professioni diverse.
Per un restauro, servono anche muratori, amministrativi, geologi, architetti, servizi di ogni genere (dalla corrente elettrica ai pasti), cioè dietro ad un intervento al patrimonio artistico si muove un’economia produttiva.
Lavoro: larte, il nostro patrimonio artistico è il più grande generatore di lavoro, molto più di start up innovative, perché la bellezza e l’unicità dei nostri scavi, dei Tintoretto, dei Giotto, di tutto quanto abbiamo in Italia è unica e irripetibile!
Occorre pensare all’arte come a un generatore attivo di attività non solo artistiche e turistiche, ma molto più ampia, tutte le professioni sono coinvolte direttamente o indirettamente! Vi pare poco?
Tutto il civic- crowdfunding innesca questi processi: il crowdfunding aiuta a creare posti di lavoro.
Oggi è l’innesco di un nuovo modo di gestire urgenze, carenze, prospettive; occorre pensare alla micro donazione non come una sottrazione, ma alla creazione insieme agli altri (crowd) di nuove opportunità.
Se parliamo del nostro meraviglioso patrimonio artistico, se lo guardiamo con lo stesso sguardo del turista, ci rendiamo conto che la vera potenzialità di queste meraviglie deve ancora iniziare, perché spesso sono nel degrado, poco manutese, quasi dimenticate, ma molto conosciute ed invidiate all’estero.
Provate a pensarle senza erbacce, senza infiltrazioni di acqua, provate a pensarle migliori di ciò che state guardando; ecco, ora socchiude gli occhi, vedete? Intorno a loro e per loro, si muovono tanti lavoratori.
Smettiamola dunque di pensare che è l’arte ad avere bisogno di noi, ma pensiamo che noi abbiamo bisogno dell’arte, non solo per la sua bellezza, ma per la sua potenzialità economica, per l’indotto che crea, per il futuro che può sviluppare.
e il nostro patrimonio artistico sarà meglio conservato, in futuro veramente potremo solo vivere di turismo e che turismo! Nessuno può copiare, imitare quanto l’Italia ha! Ma come si può replicare il fascino geografico, storico, culturale della nostra terra? Noi lo dobbiamo valorizzare veramente, dobbiamo diventare i gestori, i custodi del più grande sito Unesco, di un patrimonio di tutti noi (ne siamo letteralmente i proprietari anche per la Costituzione) e da questo patrimonio fare nascere professioni, lavoro, economia, società, cultura.
Investire 2 o 5€ sul futuro è un investimento che tutti possono fare e senza indugi: anche tu hai bisogno dell’arte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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