Aiutare i Sindaci in emergenza: si può!

L’Italia è fatta di  persone solidali, lo dimostriamo sempre.
Quello che non funziona è il meccanismo della raccolta a mezzo sms solidale, che sembra essere studiato appositamente per frammentare l’efficacia della donazione.
Intanto i gestori telefonici, pur operando gratuitamente, trattengono le somme per un tempo amministrativo sufficiente per estrapolare dai loro programmi quanto è entrato in cassa da sms solidale. Come se l’informatica e i programmi di billing non siano programmabili con query veloci per l’estrazione, o come se non si potesse crearne uno ad hoc.
Bisogna ricordare che gli operatori non sono obbligati ad aderire ad una campagna di sms solidale, quindi se la volontà aziendale è di essere in prima fila per azioni solidali, dovrebbero dotarsi di software specifici.
Poi ci sono i soggetti promotori, che nel caso di piccole realtà sono veloci  (nella maggior parte dei casi) ad investire nella realizzazione dei progetti, ma quando il soggetto proponente è mastodontico quanto ci mette la struttura ad attivarsi? Quanti passaggi ci sono? Sarebbe bello saperlo, ma su questo farà luce la Magistratura.
Noi, dal canto nostro abbiamo sollecitato i Sindaci delle zone coinvolte ad inviarci di loro IBAN dedicati all’emergenza terremoto, perché le donazioni potessero entrare direttamente nelle loro disponibilità http://www.people4funds.com/filiera-corta-per-i-soldi-ai-sindaci-in-difficolta/
E’ sempre più chiaro  e necessario che i Comuni debbono avere un conto corrente specifico per le emergenze, deve essere pubblicato sul loro sito e deve essere chiara ed inequivocabile una sola causale: emergenza.
Solo in questo modo i Sindaci potranno agilmente ricevere ed utilizzare le somme, senza passare per perigliose pratiche contabili tipiche degli enti locali.Se non si è  stati coinvolti in una calamità naturale, non si può comprendere cosa  siano disperazione, smarrimento, paura, solitudine anche se non sei una vittima. Lo so bene, ho vissuto la terribile alluvione in Piemonte e so anche che la catena della solidarietà è enorme, spontanea, forte, efficace ma ha bisogno di strumenti etici, immediati e permettetemi anche un po’ di arguzia per scegliere  procedure trasparenti e veloci.
E’ altresi chiaro che il nostro Paese avrà, purtroppo, sempre problemi di emergenze. Abbiamo un territorio geograficamente esposto tra zone sismiche, vulcaniche, bombe d’acqua, non si può dire che non ci saranno più eventi tragici e allora perché non fare qualcosa prima anche per le donazioni?
Se ogni Comune avesse il conto corrente dedicato alle emergenze questo potrebbe essere nutrito di donazioni spontanee anche in tempi in cui non vi sia l’emergenza. I soldi sarebbero un tesoretto accantonato nelle disponibilità di cassa dei Sindaci.
E’ un ragionamento così difficile? No, lo abbiamo già verificato con alcuni Sindaci è solo questione di volontà e di cultura.
I cittadini sono lo Stato e se lo Stato centrale non funziona  o funziona male, hanno il diritto dovere di intervenire. Proviamo a smettere di lagnarci e attiviamoci con un po’ di buon senso, gli strumenti ci sono, come per esempio anche il civic crowdfunding che con transazioni immediate (al pari di un sms ) grazie ai pagamenti digitali.
Il bello del crowdfunding è anche questo: tu doni, i tuoi soldi immediatamente sono disponibili sul conto corrente di chi ha bisogno (es. Comune) al netto  delle spese bancarie e di una piccola fee per la piattaforma proponente  che potrebbe anche decidere di lavorare pro-bono.
Quindi cosa vogliamo fare? Stiamo aspettare un altro ennesimo caso di somme non distribuite a chi ha realmente bisogno?
Improponibile ed impensabile! Così come in quelle calamità ci si arma di pale, idrovore e ogni mezzo necessario, armiamoci di senso civico e pragmatismo.
Questo è un  invito ai Sindaci perché si attivino ORA non quando ci saranno morti e difficoltà a fare in modo che si possa donare loro direttamente.

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